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La Follia di Disney
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Scritto da adp   
domenica 04 marzo 2007
 
ImageLA FOLLIA DI DISNEY

Durante la produzione,
Hollywood etichettò “Biancaneve e i sette nani” come “La Follia di Disney”.

Walt Disney era considerato come uno dei più innovativi giovani talenti del cinema, ma tutti ritenevano che i cartoni animati fossero destinati a rimanere un semplice riempitivo tra i film di normale programmazione. Chi avrebbe voluto assistere ad un cartone lungo 90 minuti? Nessuno, dicevano gli esperti dello show business. Walt riteneva che la sua idea avrebbe trovato un pubblico interessato se fosse riuscito a trovare i finanziamenti e se avesse potuto realizzare il tipo di lungometraggio animato che aveva in mente.
Walt era ad Hollywood dal 1923, era stato un pioniere dell’intero campo dell’animazione cinematografica e si era fatto un nome grazie a Topolino e ai cortometraggi della serie delle “Sinfonie Allegre”. Dalla nascita di Topolino, nel 1928 fino al 1937, l’anno in cui “Biancaneve” fu distribuita, Disney aveva prodotto 168 cortometraggi, tutti distribuiti come “spettacoli abbinati” al programma principale.
Ma Disney aveva in mente qualcosa di più, cartoni a lungometraggio. Non era soltanto una visione artistica, ma una esigenza economica. L’introduzione del doppio programma durante gli anni trenta stava avendo l’effetto di abolire i cartoni Disney , semplici “riempitivi” per motivi di tempo.
“Avreste dovuto sentire quanti avvertimenti ricevemmo una volta iniziata la produzione del lungometraggio,” ricordava Disney anni dopo. “ Ci fu predetto che nessuno avrebbe accettato una cosa simile. Ma c’era un solo modo di riuscire nell’impresa con successo, cioè andare avanti e rischiare il tutto per tutto, ossia terminare il film. Non potevano esserci compromessi sul denaro, il tempo o il talento…e questo mentre il paese si dibatteva nella morsa di una tremenda depressione. “ Mentre il budget continuava a salire, anche  io cominciai ad avere dei dubbi, domandandomi se saremmo mai riusciti a recuperare il nostro investimento. Proprio in questo periodo critico, un grande uomo di spettacolo chiamato W.G. Van Schmus, direttore generale del Radio City Music Hall di New York, venne allo studio e vide alcuni dei brani che avevamo completato. Immediatamente decise di prenotare il film---mesi prima che l’avessimo finito. Ciò contribuì molto a risollevarci il morale. Poi venne la batosta. Mio fratello Roy mi disse che avrebbe dovuto prendere in prestito un altro quarto di milione di dollari per completare il film. Dovetti prendere quegli stessi pezzi e spezzoni di film per farli vedere ai banchieri ed ero certo, dato il loro mestiere, che non li avrebbero visionati con lo stesso spirito di Mr. Van Schmus. Ero molto preoccupato.
“Il giorno dell’appuntamento, sedevo tutto solo con Joe Rosenberg della Banca d’America, guardando quegli spezzoni scorrere sullo schermo , cercando di farmi prestare quei soldi sulla fiducia. “Quando le luci si accesero, non mostrò la minima reazione a quello che aveva appena visto. Uscì dalla sala di proiezione, notò che era una bella giornata…e fece uno sbadiglio!
Poi si voltò verso di me e disse – Walt , quel film farà una barca di soldi!- Beh, come tutti sanno, ottenemmo il prestito, il film incassò, e se non fosse stato così, oggi non avremmo nessuno studio Disney.

 

La Follia di Disney presto sarebbe diventata famosa come il Capolavoro di Disney. 


                                                               Traduzione e adattamento di nunval
 
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